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SETTIMANA DEL CINEMA ITALIANO A ISTANBUL - II EDIZIONE
DICEMBRE 4-10
> Cinema Alkazar
> Pera Museum
in collaborazione con
Istituto Italiano di Cultura di Istanbul
Dieci lungometraggi inediti, tra i migliori dell'ultimo anno, una selezione di documentari e cortometraggi, per un totale di 25 film sottotitolati in turco, numerosi ospiti, incontri professionali tra gli operatori del settore cine-audiovisivo.
Il Festival del Cinema italiano organizzato da MedFilm Festival torna ad Istanbul per il secondo anno consecutivo, dal 4 al 10 dicembre, appuntamento ormai insostituibile per facilitare il dialogo culturale e la conoscenza reciproca tra Italia e Turchia, per incrementare e rilanciare la distribuzione delle pellicole italiane in Turchia, per aprire nuove strade alla cooperazione tra le società dei due paesi che operano nel settore cinematografico e non solo.
Due le location della manifestazione che gode della collaborazione dell'Istituto italiano di cultura di Istanbul, il Cinema Alkazar e il Pera Museum.
Nello splendido cinema costruito negli anni '20 verranno proiettati i lungometraggi sottotitolati in turco, come i documentari e i corti ospitati presso l'Auditorium del prestigioso Pera Museum a sottolineare la continuità della collaborazione con le istituzioni turche.
Il cinema italiano 'Alza la testa'.
Il titolo del film di Alessandro Angelini scelto come film di chiusura della rassegna ci aiuta a riassumere in poche parole l'età di una rinascita. Il caleidoscopio del mondo Italia, composto di dialetti e microstorie, personaggi minimi ed eroi, grandi autori, talentuosi esordienti, esplode in una colorata molteplicità di sguardi che danno conto della complessità dell'oggi.
Che sia la commedia a raccontare, con le sue battute taglienti, o il dramma personale a scandire il ritmo malinconico di certi interni, a emergere è sempre la ricerca di registi che s'impongono di ritrarre con autenticità lo stato sentimentale e politico di un Paese che dall'incertezza storica trae la forza per riscoprirsi.
A far le spese dell'analisi più dura sono la borghesia e il mondo intellettuale, svelati nelle piccole e gravi ipocrisie, nell'assenza di coraggio, confusi e impauriti dalla perdita d'identità, come racconta con acuta e moderna semplicità il film d'apertura del Festival, 'La bella gente' di Ivano De Matteo.
A guadagnarci invece è l'uomo comune, in credito con la vita che, oggi più che mai maggioranza in ogni angolo del globo, non teme di gridare la sua voglia di riscatto, e riprendersi, per un attimo o per la vita, la gioia dei propri sogni.
Si naviga a vele piegate nel privato, o a ranghi compatti tra 'le ombre rosse' dell'ideologia, in auto tra le ragnatele del passato familiare o universale, e in questo viaggio nel labirinto umano si compone pian piano la geografia di un paese che da nord a sud ribadisce la sua nostalgia di futuro.
Per augurarsi una vita nuova ci sono tanti modi e non serve sempre andare lontano, ci dicono questi registi, che in una complicità intima e totale con i personaggi, resi vivi da magnifici interpreti, imprimono alle loro storie, a volte profondamente sobrie e delicate, la marca personalissima di uno stile.
A rafforzare la verità di questa istantanea italiana sono poi i documentari e, nella loro efficace brevità, i cortometraggi che confermano la marca di un Paese che da secoli dalla complessità trae la sua forza così come avviene nella magnifica e plurale Turchia, il paese che ospita questa rassegna.
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